“Collapse into now”, il “vecchio” nuovo album dei Rem

Sarà l’ultimo del terzetto di Athens?

rem collapse into now 09 03 2011.jpgSgombriamo il campo dagli equivoci: “Collapse into now”, quindicesimo album in studio dei Rem uscito l’8 marzo, non è un brutto disco. Dopo oltre trent’anni di carriera, i tre di Athens non ne sarebbero capaci nemmeno se lo volessero e le canzoni sono godibili, ben arrangiate e “divertenti”.

La questione è un’altra: più che un album nuovo, questo lavoro suona come una raccolta di vecchi inediti. Mi spiego meglio: in quasi tutte le canzoni aleggia la sensazione del “già sentito”, che va oltre uno stile che è dei Rem e rappresenta, e così possiamo considerarlo, un problema che riguarda altre band dalla lunga storia, dai Rolling Stones ai Pearl Jam. 

Dall’iniziale “Discoverer” alla conclusiva “Blue” c’è sempre aria di remake (nello specifico il sound da “Monster” e un autoplagio di “Country feedback” da “Out of time” con coro di Patti Smith a la “E-bow the letter” di” New adventures in hi-fi”) e si ha l’impressione, forse per le voci di scioglimento che aleggiano sulla band, che i tre di Athens abbiano voluto chiudere la loro onorata carriera con un album che, a mo’ di Greatest Hits, raccogliesse tutti gli stili attraversati negli anni.

In sostanza un buon disco con buone canzoni artigianalmente impeccabili – eccellente il lavoro di produzione di Jacknife Lee – ma non certo imprescindibile né uno dei migliori della discografia dei Rem. Tre stellette su cinque.

Ecco per chiudere il video di “Uberlin”, primo singolo scelto dai Rem per il lancio di “Collapse into now”.

“Collapse into now”, il “vecchio” nuovo album dei Remultima modifica: 2011-03-09T16:00:00+01:00da luckyshopping-d
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